Indinvest LT Progetto Revamping P2
Silvia Pellizzon responsabile ufficio acquisti e progettazione
Che cosa rappresenta per voi l’impianto oggetto del revamping?
La linea P2, pressa Breda da 7 pollici, occupa un posto speciale nella storia di Indinvest LT. È stata la prima pressa installata, nel lontano 1991, e da allora non si è mai fermata: nemmeno nei momenti più difficili, come la crisi del 2008 o il 2012. Da oltre trent’anni continua a produrre, servendo la maggior parte dei profili medio-piccoli che rappresentano una parte importante della nostra estrusione.
Anche con l’arrivo, nel 2023, di una nuova pressa da 7 pollici, la P2 non è mai stata messa completamente a riposo. Al contrario, è rimasta sempre pronta a intervenire nei momenti di maggiore carico produttivo, diventando il nostro punto di riferimento, il “salvagente” capace di garantire continuità agli ordini.
La scelta di intervenire su questa linea non è stata casuale. Un revamping completo avrebbe significato acquistare una pressa nuova, ma la parte meccanica, nonostante l’età, continua a funzionare bene. Abbiamo quindi deciso di rinnovare ciò che davvero rappresentava un limite: la sezione elettrica ed elettronica.
In trent’anni l’impianto è stato oggetto di diverse modifiche, ma il software originario era ormai obsoleto, così come buona parte della componente elettrica. Ogni fermo macchina poteva richiedere la riscrittura del programma per poter ripartire: un processo lungo e complesso, che rendeva evidente la necessità di intervenire.
Con questo revamping abbiamo ottenuto due risultati fondamentali: la certezza di un funzionamento affidabile e la possibilità di garantire maggiore sicurezza agli operatori. Abbiamo inoltre deciso di introdurre nuove funzioni di protezione, non previste all’origine, ma diventate indispensabili nel momento in cui abbiamo scelto di mantenere viva la nostra P2.
Un rapporto di lunga data
Come e quando è iniziata la collaborazione con HS Automation?
La collaborazione con HS Automation è iniziata nel 2016, in occasione dell’installazione della quinta linea di estrusione da 8 pollici e mezzo. All’epoca HSA curava la parte software per conto di Omav, ma già da quel primo incontro abbiamo trovato una sintonia immediata: non solo sul piano tecnico, ma anche nel modo di intendere il lavoro. Condividevamo la stessa filosofia di squadra, e questo ci ha portato, negli anni successivi, a scegliere di collaborare direttamente.
Oggi HSA rappresenta per noi molto più di un partner tecnico: è un punto di riferimento, sia dal punto di vista elettronico sia umano. Sappiamo che, quando ci troviamo davanti a un problema complesso, possiamo contare sul loro supporto. Ed è questa fiducia reciproca che per noi fa davvero la differenza.
La distanza geografica non è mai stata un ostacolo. La convenienza di lavorare con HSA non si misura solo nelle competenze tecniche, ma soprattutto nel valore umano: caratteristiche che fanno sì che i chilometri non contino.
Che cosa vi ha spinto a scegliere HSA la prima volta?
La prima collaborazione fu quasi un caso, ma ciò che ci ha spinto a continuare è stata la loro professionalità, la competenza, l’affidabilità e l’etica del lavoro. In HSA abbiamo trovato persone che sanno affrontare ogni situazione con maturità e spirito di collaborazione, che non abbandonano mai un impianto finché non è operativo e che mettono al centro il cliente e il risultato finale.
Il nuovo progetto di revamping
Quali erano le necessità o criticità da risolvere con questo intervento?
La necessità principale era quella di intervenire su una parte elettronica ed elettrica ormai obsoleta. Parliamo di un impianto nato negli anni ’90, che quindi non era dotato di quelle funzioni di sicurezza oggi indispensabili per garantire affidabilità e tutela degli operatori.
Il progetto ha previsto il rifacimento completo dei quadri elettrici, il passaggio parziale dei cavi e, soprattutto, la riscrittura del software della pressa e dell’intera linea. Quest’ultimo punto era fondamentale: il linguaggio con cui era stato sviluppato il programma era ormai superato e rendeva complesso il riavvio dopo ogni fermo macchina. Con il nuovo software, invece, possiamo contare su un sistema più solido e performante, capace di rispondere alle esigenze di oggi e di domani.
In sintesi, il revamping non è stato solo un aggiornamento tecnico, ma un vero investimento in sicurezza, continuità produttiva e affidabilità a lungo termine.
Come è nata l’idea di affidare questo progetto a HSA?
La scelta è nata dalla fiducia. Affidare un progetto di questa portata, importante sia dal punto di vista economico sia da quello emotivo, significava rivolgersi a un partner che conoscesse bene la nostra realtà e in cui riponessimo piena sicurezza. HSA rappresentava entrambe le cose: esperienza consolidata e una conoscenza profonda del nostro modo di lavorare. Era naturale che fosse loro il compito di accompagnarci in questo percorso.
Quali aspetti del progetto vi hanno colpito maggiormente?
Più di tutto, il metodo. Fin dall’inizio HSA non si è presentata con un approccio rigido o preconfezionato, ma con la volontà di condividere il progetto passo dopo passo. Non si è trattato di un “rifacciamo tutto”, bensì di un continuo dialogo tra le nostre esigenze e i loro consigli.
Un esempio concreto è stato il confronto su un motore specifico, che ha richiesto oltre un mese di discussione. In quel tempo abbiamo potuto ascoltare ogni spiegazione, valutare diverse opzioni e scegliere insieme la soluzione migliore. Questo approccio proattivo, fatto di ascolto, confronto e disponibilità a proporre più alternative, è l’aspetto che più abbiamo apprezzato e che contraddistingue il modo di lavorare di HSA.
La visione comune
- In che modo HSA ha saputo rispondere alle vostre esigenze in passato e oggi?
HSA si è sempre dimostrata capace di interpretare le nostre necessità, adattandosi alle diverse fasi del nostro percorso. Nel tempo, le esigenze sono cambiate, ma la disponibilità e la capacità di ascolto sono rimaste costanti. Questo ci ha permesso di costruire una collaborazione solida e duratura, basata su una risposta concreta alle nostre richieste, ieri come oggi.
- C’è un elemento chiave che secondo voi fa funzionare bene la collaborazione?
Senza dubbio la fiducia. È l’ingrediente che tiene insieme tutto: la disponibilità, la serietà, la capacità di affrontare insieme anche le sfide più complesse. Al di là della parte tecnica, è la dimensione umana del rapporto che rende efficace e piacevole il lavoro con HSA.
- Cosa conta davvero per voi in un partner tecnico?
Per noi è fondamentale la solidità della struttura, perché dà sicurezza e garanzia di continuità. Ma contano altrettanto le competenze delle persone e la loro flessibilità nel trovare soluzioni. Ciò che apprezziamo di HSA è la capacità di unire preparazione tecnica e formazione continua, investendo sulle persone. Un investimento che si riflette poi sul modo in cui affrontano i progetti e sul valore che riescono a portare al cliente.
Guardando al futuro
- Come immaginate l’evoluzione degli impianti produttivi nei prossimi anni?
Questo revamping rappresenta già un passo importante verso l’evoluzione dei nostri impianti. È probabile che, in un futuro non troppo lontano, anche altre linee – seppur più giovani – richiederanno interventi simili. Allo stesso tempo, guardiamo con interesse alla possibilità di una nuova linea di estrusione, compatibilmente con l’andamento del mercato e con il contesto italiano. In ogni caso, la nostra filosofia non cambia: non ci fermiamo mai. Se c’è un miglioramento possibile, lo analizziamo e lo realizziamo. La direzione è quella di una manutenzione sempre più avanzata, che guarda al paradigma dell’Industria 5.0.
- Che ruolo può giocare HS Automation in questa evoluzione?
HS Automation continuerà ad avere un ruolo centrale. Indinvest non ha intenzione di cambiare partner: anzi, la collaborazione è destinata a crescere ancora, perché si fonda su fiducia, competenza e una visione condivisa del futuro.
Conclusione
Un consiglio che dareste ad altre aziende che stanno valutando un revamping simile
Il nostro consiglio è semplice: il revamping è una strada da percorrere. Una linea di estrusione non si dismette dall’oggi al domani: la P2, in oltre trent’anni di attività, ha dimostrato tutto il suo valore. Puntare su una linea nuova è necessario quando le condizioni lo richiedono davvero e c’è la possibilità di investimenti importanti. Ma quando è possibile mantenere e rinnovare ciò che già funziona, vale la pena farlo o almeno valutarlo.
Una parola che descrive la vostra collaborazione con HS Automation
Se dovessimo riassumerla in poche parole, diremmo: stima reciproca, collaborazione continua, sinergia e un rapporto di fiducia che cresce nel tempo.